La Luna è sin dai tempi più remoti l’oggetto celeste più ammirato e in tempi più recenti, fotografato.


A causa della forte illuminazione del sole e dall’assenza di una atmosfera, la Luna appare priva di quelle sfumature che possiamo osservare “facilmente” su Marte, o ancora più evidenti su Giove, senza tralasciare oggetti del cielo più profondo.

Quindi la domanda che ci poniamo è:  “che colori ha la Luna?” 

Per rispondere dobbiamo analizzare un altro concetto, quello di Mineral Moon.

La Superficie Lunare è composta da rocce simili a quelle terrestri ed esistono zone in cui la composizione chimica può cambiare in funzione del tipo di materiale prevalente. Ogni minerale reagendo con la luce solare, da luogo ad una “colorazione tipica”. Se varia la percentuale di presenza di un certo minerale può cambiare, in modo leggero, il colore.

Sulla Terra possiamo capire meglio la situazione: le zone desertiche ci appaiono di un colore, quelle pianeggianti di un altro. Sulla Luna ritroviamo qualcosa di simile, anche se le differenze cromatiche sono molto tenui e visibili solo attraverso un’opportuna tecnica fotografica.
Proprio per quanto detto precedentemente quindi, in base alla variazione di quantità di un materiale varierà anche il colore in quell’area, anche se in modo leggero e magari non percepibile all’occhio umano.

Osservando il nostro pianeta dallo spazio esso si presenta con diverse colorazioni derivanti dalla composizione chimica del suolo. Allo stesso modo se riuscissimo ad analizzare il segnale luminoso che proviene dalla luna e, in fase di elaborazione, applicare un notevole aumento della saturazione, dovremmo riuscire ad ottenere le reali tonalità di colore della superficie Lunare.

In base ad alcune ricerche fatte possiamo interpretare i colori in base ai seguenti punti.

  • Zone altimetricamente elevate di antica formazione (Altipiani, ecc) con rocce di anortosite con scarso contenuto in Ferro e Titanio: Tonalità di colore ROSSO.
  • Zone altimetricamente elevate ma di formazione più recente (Altipiani, ecc) con rocce di anortosite: Tonalità di colore BLU.
  • Mari lunari costituiti prevalentemente da rocce basaltiche ricche di Ferro con scarso contenuto di Titanio: Tonalità di colore GIALLO/ARANCIO.
  • Mari lunari costituiti prevalentemente da rocce basaltiche ricche di Ferro ed elevato contenuto di Titanio: Tonalità di colore BLU.
  • Materiali presenti nei bacini da impatto e nei crateri, che vanno dal colore ROSSO e BLU SCURO dei bacini più antichi, al colore BLU CHIARO dei raggi che si sviluppano radialmente dai crateri meno antichi.
  • Antichi flussi di lava: Tonalità MARRONE.

Tutti i catadiottrici e i telescopi Newton sono perfetti allo scopo. Non importa il diametro. L’acquisizione delle immagini non è diversa da quella necessaria per fotografare i pianeti. Si catturano tanti frame, in formato raw tutti identici. È importante raccogliere tanti scatti per aumentare la dinamica dell’immagine e ottenere così un’immagine in cui i colori saranno ben visibili. Non c’è un limite ma in generale sarebbe meglio catturare almeno 100 frame, scattando magari 100 ISO. Non aumentare la sensibilità di scatto perché si incrementa il rumore!

I momenti migliori per fare gli scatti sono quando il nostro satellite si trova molto alto sull’orizzonte. Questa richiesta è fondamentale per evitare che la nostra atmosfera alteri i tenui colori che vogliamo estrapolare.

Dopo aver allineato e sommato i singoli scatti creiamo due copie identiche della nostra immagine grezza. Useremo una di queste come canale di crominanza, al quale quindi cercheremo di estrarre al meglio i colori tralasciando i contrasti. L’altra versione la trasformeremo in bianco e nero e applicheremo delle maschere di contrasto, concentrandoci solo sul lato dei contrasti e della risoluzione. Questa sarà la base di “luminanza” che poi coloreremo con la versione a cui avremo estrapolato i colori. Agendo in questo modo possiamo sfruttare sia l’informazione cromatica che quella spaziale, senza sacrificare nulla del segnale che abbiamo raccolto con tanta fatica.

Sulla copia dedicata al colore non dobbiamo applicare alcuna maschera di contrasto ma agire in due modi. Prima di tutto dobbiamo eliminare la dominante giallastra tipica del nostro satellite, che rappresenta solo il contributo della luce solare. Per fare questo possiamo operare un bilanciamento del bianco, selezionando come punto campione una zona dalla colorazione neutra

A questo punto aumentiamo la saturazione del colore fino a far comparire i colori ma senza esagerare, procedendo a piccoli passi. Ci fermeremo solo quando cominceremo a vedere il rumore di fondo e l’immagine diventerà molto granulosa. Non bisogna applicare altri strani filtri!

Ecco i colori della Luna!

Negli scatti dei nostri Astrofili possiamo trovare una comparazione tra Luna e Mineral Moon, in differenti fasi lunari.

E pensare che c’è chi pensa sia noioso e/o superfluo immortalare il nostro Satellite Naturale!

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