Pale blue dot: il nostro pianeta immortalato da Voyager 1 il 14 Febbraio 1990

Era il giorno di San Valentino, il 14 Febbraio, di 30 anni fa quando la sonda Voyager 1, cattura per l’ultima volta un’immagine del nostro pianeta. Un pallido pallino blu a 6 miliardi di kilometri di distanza dall’obiettivo fotografico della Voyager 1, lanciata nel 1977 e 16 giorni prima della sonda gemella Voyager 2; entrambe ora si sono spinte oltre il Sistema Solare e navigano nello spazio interstellare. Le due sonde in 43 anni di attività hanno migliorato la nostra conoscenza del Sistema Solare e dei suoi confini ed al loro interno si trova un messaggio in bottiglia cosmico destinato a eventuali civiltà extraterrestri: un disco d’oro con suoni e immagini della vita sulla Terra.

Per celebrare i 30 anni dallo scatto, il Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa ha restaurato l’immagine con moderni programmi, mantenendone l’aspetto originale.

Nel 1990, il progetto Voyager prevedeva di spegnere le macchine fotografiche della navicella spaziale Voyager 1 per risparmiare energia; prima dello spegnimento, il team di missione ordinò alla sonda di scattare una serie di 60 immagini progettate per produrre quello che avrebbero poi definito un “Ritratto di famiglia del sistema solare”.

“Ritratto di famiglia del Sistema Solare”: scatti di Voyager 1 ai pianeti del nostro Sistema Solare

  L’idea è del celebre astronomo e divulgatore americano, Carl Sagan, che scelse di girare la fotocamera della Voyager in cerca della Terra. Nella foto il pianeta appare come un singolo puntino luminoso blu pallido, sperduto nell’immensità dello spazio; sfocato perché la sua larghezza effettiva corrispondeva a meno di un pixel della fotocamera della Voyager. Al contrario, Giove e Saturno erano abbastanza grandi da riempire un pixel intero nelle loro immagini di ritratto di famiglia.

Il nome con cui poi questa immagine è diventata celebre deriva dal titolo di un libro del 1994 di Carl Sagan.

Carl Sagan nel ritratto eseguito da un fumettista

 “Look again at that dot. That’s here. That’s home. That’s us.” — Carl Sagan – “Guarda di nuovo quel puntino. È qui. È casa. Siamo noi.”

Buon 14 Febbraio, amanti del Cosmo!

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