Non si può concepire l’astronomia moderna senza riconoscere lo straordinario lavoro fatto da tutte quelle donne che, grazie alla loro dedizione e al loro amore per la scienza, ci hanno lasciato la loro eredità. Nonostante la scarsa documentazione scritta nel campo della storia dell’astronomia, sappiamo che è esistito un buon numero di donne che con il loro lavoro, retribuito o gratuito, hanno contribuito alla concezione che noi oggi abbiamo dell’Universo.

Le prime donne amanti dell’astronomia erano delle osservatrici, e si occuparono di catalogazione degli astri ed elaborarono tavole astronomiche. Le astronome che sono riuscite ad affermarsi erano spesso affiancate da una figura maschile: un marito, un tutore, un fratello, un padre. Venivano considerate come assistenti di chi ufficialmente aveva un incarico astronomico. Per vari motivi i loro contributi vennero spesso inglobati nei lavori effettuati da uomini per cui ora risulta difficile scindere il reale aiuto.

Abbiamo deciso di avvicinarci al 8 Marzo, giornata internazionale della Donna, dedicando 3 articoli ad alcune tra le astronome ed astrofisiche che, per il loro contributo all’avanzamento della scienza, meritano di uscire dall’anonimato e avere uno spazio nella storia.

Enheduanna di Babilonia

Enheduanna di Babilonia 2350 a.C. : figlia di Sargon di Akkad fondatore di una dinastia babilonese di circa 4000 anni fa. Venne nominata alta sacerdotessa della dea della luna della città. I sacerdoti assiro-babilonesi nei loro templi dirigevano ogni attività essenziale ed avevano creato una rete di osservatori per esaminare i movimenti delle stelle. ll calendario creato è ancora usato per fissare la data di certi eventi religiosi come la Pasqua cristiana e la Pasqua ebraica.

Ipazia di Alessandria

Ipazia di Alessandria IV – V secolo : astronoma, matematica e filosofa. Scrisse trattati di matematica (coniche, geometria euclidea e aritmetica) e Astronomia (tavole tolemaiche). La si descrive come una maestra carismatica che lasciò un’impronta profonda nei suoi discepoli, tra i quali c’erano anche importanti scienziati dell’epoca. Fu assassinata da un’orda inferocita che la accusava di difendere la razionalità e il paganesimo. Migliorò e costruì numerosi strumenti astronomici come astrolabio e planisfero.

Aglaonice di Tessaglia

Aglaonice di Tessalia V – III secolo a.C. : considerata la prima donna astronomo. Riuscì a prevedere correttamente le eclissi di Sole e di Luna, stabilendo con esattezza i tempi e i luoghi delle eclissi lunari. Pare che fosse anche a conoscenza del ciclo lunare di oltre 18 anni, denominato Saros, scoperto dagli antichi astronomi babilonesi. Le sue eccezionali capacità di predizione furono attribuite all’arte magica, piuttosto che a competenze scientifiche.  Il fatto di essere donna portò il popolo a considerala una strega che poteva esercitare un potere sugli altri attraverso il timore suscitato dall’apparente controllo dei fenomeni naturali. Alcune fonti si riferiscono a lei come ad una maga che poteva far scomparire la luna a suo piacimento.

Fatima di Madrid

Fatima di Madrid X – XI secolo d.C. : astronoma mussulmana, figlia di un astronomo. Scrisse numerosi lavori, noti come “Correzioni di Fatima”. Lavorò alle sue ricerche astronomiche e matematiche con suo padre. Corressero le Tavole Astronomiche di al-Khwarizmi, adattandole al meridiano di Cordoba scelta come riferimento per tutti i calcoli. Lavorò sui calendari, sul calcolo della posizione reale del Sole, sulla visibilità di Luna e pianeti, su tavole di seni e tangenti, su Astronomia sferica, calcolo di parallasse, eclissi.

Ildelgarda di Bingen

Ildelgarda Di Bingen 1098-1179 : venne rinchiusa giovanissima in convento. Soprannominata la Sibilla del Reno per le sue profezie. Scrisse un’opera riguardante la cosmologia in cui trascrisse le sue visioni. Il suo concetto di struttura del cosmo: una Terra a forma di sfera, circondata da involucri concentrici che trasportavano i corpi celesti. Tutte le sue opere erano illustrate da miniature assai dettagliate nelle quali si raffigurava in un angolo nell’atto di osservare le “sue visioni”.

Sophie Brahe

Sophie Brahe  1556-1643 : studiò da sola dai libri del fratello maggiore e calcolarono l’eclissi lunare dell’8/12/1573. L’importanza del lavoro dei fratelli Brahe è che furono i primi astronomi europei a fare osservazioni regolari ed a lungo termine sulla posizione delle stelle fisse e dei pianeti tramite sestanti, quadranti, sfere armillari. Sulla base delle loro osservazioni redassero un catalogo di oltre 1000 stelle fisse con una precisione inimmaginabile per l’epoca. Il suo contributo apportato all’astronomia non venne mai riconosciuto ed oggi non è più possibile ricostruire la sua partecipazione al lavoro del fratello poiché non esistono documenti specifici sulla sua vita e sulla sua opera.

Urania Propitia, Maria Cunitz

Maria Cunitz 1610-1664 : fu da alcuni definita la seconda Ipazia, in quanto donna molto erudita. Elaborò le posizioni dei pianeti soltanto attraverso calcoli manuali e corresse diversi errori di Keplero trovati nelle tabelle delle sue tavole e semplificò la sua opera . Pubblica la sua opera Urania Propizia contenete i suoi risultati, le tabelle semplificate di Keplero, considerazioni generali sull’astronomia e sulle sue basi teoriche. Nella prefazione ha dovuto rassicurare i lettori sulla propria competenza in materia, e nell’edizione successiva il marito ha dovuto confermare che la moglie fosse l’unica autrice dell’opera.

Elisabetha Koopman-Hevelius

Elisabetha Koopman-Hevelius  1647-1693 : insieme al marito costruirono un osservatorio privato sui tre tetti di case confinanti. Cercarono di migliorare le tabelle delle orbite planetarie di Keplero. Pubblicando i risultati delle sue osservazioni in due opere. Prodromus Astronomiae il più vasto catalogo astrale a tutt’oggi esistente ottenuto senza l’ausilio del telescopio, che conteneva la posizione esatta di quasi 2000 stelle.

alcune illustrazioni di Maria Clara Eimmart

Maria Clara Eimmart 1676-1707 à Fu la prima donna a disegnare le illustrazioni delle appendici dei trattati di astronomia. Disegnatrice minuziosa in particolare di comete, macchie solari, eclissi e montagne lunari, frutto di accurate osservazioni. Le sue illustrazioni divennero strumenti di vitale importanza per la comunità scientifica che non aveva ancora a disposizione la fotografia.

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