Nel secondo articolo dedicato alle Donne che hanno rivoluzionato l’Astronomia e l’Astrofisica, ci concentreremo sul periodo che va dal 1700 al 1900; due secoli ricchi di contributi scientifici al femminile. 200 anni che hanno visto fiorire l’Illuminismo ed il Positivismo, il pensiero razionale e l’empirismo, la fiducia nella Scienza e nel progresso scientifico; periodo in cui troviamo qualche piccola apertura alle donne nella scienza.

Maria Winchelmann Kirch

Maria Winchelmann Kirch 1670-1720 : astronoma tedesca. Realizzò importanti osservazioni e scrisse diversi trattati scientifici. Scoprì la “Cometa del 1702” il primo corpo celeste ad essere scoperto da una donna. Le sue analisi delle aurore boreali furono raccolte in un testo del 1707. Nel 1712 fu pubblicato il suo lavoro sulla congiunzione di Giove e Saturno con il Sole. Realizzò calendari di eventi astronomici insieme a suo marito Gottfried Kirch. Anche due delle sue figlie e uno dei suoi figli si dedicarono a questa disciplina. Per non creare un precedente riguardo la presenza di donne presso un istituto pubblico, l’Accademia delle Scienze respinse la sua richiesta di ammissione nonostante fosse appoggiata dal fisico e filosofo Leibniz. Per la cronaca l’uomo che venne incaricato si rivelò un incompetente.

Gabrielle-Emilie du Châtelet

Gabrielle-Emilie du Châtelet 1706-1749 : nel 1745 iniziò la traduzione ed il commento, de “Philosophiae naturalis principia matematica” di Newton. Si avvalse dell’aiuto del matematico Clairaut. Rimasta incinta, temeva di non riuscire a portare a termine il lavoro, e per questo vi si dedicò giorno e notte per poterci riuscire prima del parto; morì pochi giorni dopo per febbre puerperale. Clairaut pubblicò il libro dieci anni dopo la sua morte. Questa traduzione fu l’unica realizzata in lingua francese e contribuì in modo decisivo alla diffusione della filosofia newtoniana in Francia. Nonostante questo venne dimenticata ed il libro venne attribuito a Clairaut.

Nicole-Reine Lepaute

Nicole-Reine Lepaute 1723-1788 : lavorò con l’astronomo Jerome Lalande, e con il matematico Alexis Clairaut, per calcolare la data del ritorno della cometa di Halley. Il suo nome è stato dato sia a un asteroide che a un cratere lunare. Pubblicò varie memorie astronomiche tra le quali una basata su tutte le osservazioni del transito di Venere sul Sole avvenuto nel 1761. Clairaut prima le attribuì i meriti dell’impresa ed in un secondo tempo negò il contributo della scienziata attribuendosi in esclusiva i calcoli; in realtà alcuni attribuiscono questo comportamento ad un’imposizione della moglie dello scienziato gelosa della giovane collaboratrice.

Caroline Lucrezia Herschel

Caroline Lucrezia Herschel 1750-1848 : visse e lavorò nel Regno Unito assieme a suo fratello William Herschel. Sviluppò nuovi metodi di osservazione, aiutò nella costruzione di telescopi,studiò sistemi binari e realizzò importanti cataloghi di stelle. Venne nominata membro onorario della Royal Astronomical Society e ricevette la medaglia d’oro per la scienza dal re di Prussia. Re Giorgio III, le concesse un salario di 50 libbre annuali, il che la rese la prima astronoma professionista della storia. Scoprì otto comete, tre nebulose e compilò due cataloghi astronomici. La madre trovava inutile che venisse istruita al contrario del padre.

Marie-Jeanne Amélie Harlay

Marie-Jeanne Amélie Harlay 1768-1832 : nipote acquisita di Lalande, direttore dell’Osservatorio Astronomico di Parigi. Insegnò astronomia a Parigi. Le sue tavole per determinare l’ora in mare sulla base della posizione del Sole e delle stelle vennero pubblicate nel 1791, mentre nel 1799 pubblicò un catalogo di 10.000 stelle. Alcuni suoi lavori apparvero nell’Abrégé de Navigation di Lalande.

Wang Zhenyi

Wang Zhenyi 1768-1797 : questa astronoma cinese studiò le eclissi lunari, usando per le sue ricerche modelli che lei stessa costruiva nel giardino di casa sua. Nonostante sia morta in giovane età , la sua produzione fu intensa. Scrisse dodici libri di astronomia e matematica; tra questi ricordiamo “Alcune osservazioni sulle forme e le figure” dedicato alle posizioni stellari. Descrisse il cosmo e la connessione che la Terra ha con esso. Raccolse anche dati atmosferici per prevenire e combattere le siccità e le inondazioni che flagellavano la sua regione. Cosciente di essere una donna privilegiata, pensava che la conoscenza dovesse giungere in ugual misura sia agli uomini che alle donne. Nel 1994 l’Unione Astronomica Internazionale diede il suo nome a un cratere di Venere.

Caterina Scarpellini

Caterina Scarpellini 1808-1873 : studiò sotto la guida dello zio Feliciano Scalpellini, direttore della Specola del Campidoglio, dove rimase per tutta la vita. Si dedicò a osservazioni di eclissi di Sole e di Luna, di Comete, di stelle cadenti, di maree, di terremoti. Istituì presso l’osservatorio del Campidoglio una stazione meteorologica ed ozonometria.  Fondò la rivista Corrispondenza Scientifica in Roma per l’avanzamento delle Scienze. Tale bollettino universale aveva come appendice il Bullettino Nautico e Geografico di Roma. Nel 1854 scoprì una cometa e nel 1872 venne coniata una medaglia d’oro per il suo contributo nel campo statistico. Fu accolta nell’Accademia dei Georgofili di Firenze e nell’Accademia dei Quiriti di Roma. Uno dei crateri di Venere porta il suo nome.

Maria Mitchell

Maria Mitchell 1818-1889 : è considerata la prima astronoma accademica degli Stati Uniti. Fu la prima donna che entrò a far parte sia dell’Accademia Americana delle Arti e della Scienza (1848) che dell’Associazione Americana per l’Avanzamento della Scienza (1850). Collaborò con l’Osservatorio Navale Statunitense calcolando le tavole della posizione di Venere. Quando iniziò a lavorare al Vassar College, nel 1865, guadagnava un terzo dei suoi colleghi uomini, tanto che protestò finché non le aumentarono il salario. Maria Mitchell fondò l’Associazione per la Promozione della Donna. Scoprì una cometa: la cometa Mitchell. Un cratere lunare porta il suo nome.

Willelmina Paton Stevens Fleming

Willelmina Paton Stevens Fleming 1857-1911 : fece la maestra elementare finché non si trasferì negli Stati Uniti con il marito. Il suo matrimonio però finì presto e poiché aspettava un figlio, iniziò a lavorare come domestica del direttore dell’Osservatorio di Harvard, Edgar Pickering. Dopo poco tempo fu incaricata di analizzare le lastre fotografiche del cielo, tra cui alcune di pessima qualità, ottenendo risultati eccellenti, come la scoperta della nebulosa “Testa di Cavallo”. Fu nominata conservatrice dell’archivio fotografico, il primo incarico istituzionale dato ad una donna ad Harvard. Scoprì 10 novae, 59 Nebulose gassose e più di 300 stelle variabili.

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